02 aprile 2019

Operaclick, 02/04/2019

Quando Instagram diventa intelligente: Luca Oberti ed il suo #100daysofbach

Il peggio della rete spesso si mangia tutto il buono che c’è. Tra il buono, ad esempio, c’è un’idea che viene dalla Nuova Zelanda. Si chiama #100daysproject e nasce nel 2011, anno in cui una designer progetta un sito che raccolga artisti di ogni genere pronti a pubblicare, per cento giorni, un pezzetto della loro attività quotidiana. Instagram si rivela subito il mezzo ideale, e così negli anni storie si aggiungono a storie. L’idea iniziale era destinata alla fotografia e alle arti visive in generale, ma col tempo si sono aggiunti performer, attori e anche musicisti. Tra studenti di violino che studiano a casa e una miriade di DJ che si esercitano ai piatti, è apparso da qualche mese Luca Oberti, clavicembalista di rango, che ogni giorno pubblica un minuto di Bach. Il suo hashtag è #100daysofbach e vale la pena di seguirlo. I post di Oberti, clavicembalo de Les Musiciensdu Louvre e concertista in proprio, ce lo mostrano mentre suona a casa propria, sempre in camicia a maniche arrotolate, con un’immagine fissa sulla tastiera. Questo è già bello. Ancora più bello è il commento che accompagna la performance, poche righe ma chiare, di solito incentrate sulle difficoltà tecniche o interpretative del brano. Oberti suona magnificamente, ha un suo stile composto, non è mai frenetico, non è mai estenuante, non è mai noioso, sempre molto moderno ed essenziale, con quella nonchalance che gli deriva forse dal fatto che sta suonando in casa sua, a volte mentre studia, oppure quando decide di offrire un omaggio alla giornata o proprio a quel brano che gli ricorda qualcosa. Sono tante preziose dediche, innanzitutto a Bach, poi ai follower e infine al clavicembalo. In forma essenziale, il suo progetto ricorda il Bach Cantata Pilgrimage, l’anno in cui John Eliot Gardiner eseguì l’intero ciclo delle cantate di Bach in chiese sparse in tutto il mondo, seguendo l’anno liturgico e lasciando commenti, scritti con chiarezza esemplare, che valgono più di dozzine di manuali. Anche Oberti si ispira forse ad un virtuale calendario di Bach, che componeva con quotidiana costanza e che, attraverso le cantate, ha onorato ogni giorno dell’anno. La maggioranza dei suoi “minuti” è tratta dal Clavicembalo ben temperato (che abbrevia in WTC), ma si trova anche qualcosa dalle Invenzioni a due voci, e addirittura qualche cadenza dai Brandeburghesi. Ogni domenica c’è una fuga, la Sunday Fugue e ogni tanto qualche brano legato alla sua vita. Tutto molto discreto, ma impagabile. I commenti, leggeri e sintetici, spiegano in poche righe il senso del pezzo, le sue difficoltà esecutive e la struttura della composizione. Al momento è intorno al settantacinquesimo post, per cui ci si può ancora aggregare in corsa. In ogni caso tutti i suoi video possono essere rivisti su Instagram all’hastag #100daysofbach.

Daniela Goldoni, Operaclick 02/04/2019