“Si apprezzano finezze ignote anche a molti patentati di filologia: non sempre ma spesso, compaiono le appoggiature in recitativi e “numeri” chiusi; non sempre ma spesso, i recitativi secchi sono sostenuti non già dal clavicembalo, bensì da un fortepiano – udite! – in trio con violoncello e contrabbasso; non sempre ma spesso, i “numeri” chiusi sono attaccati in cadenza ai recitativi che li precedono; non spesso ma sempre, il fortepiano agisce non solo nel basso continuo ma anche nei “numeri” chiusi, come strumento accompagnatore che rimpolpa con improvvisazione estemporanea la trama armonica e il corpo orchestrale. Tutte cose stilisticamente dovute, tutte cose oggi di norma ignorate, tutte cose che piace veder realizzate anche solo in parte.”

[About Mozart’s Nozze di Figaro at Theater an der Wien]

Francesco Lora, L’ape musicale – 20/04/2015

“Bravissimo il fortepianista Luca Oberti alle prese con il basso continuo.”

[About Mozart’s Nozze di Figaro at Theater an der Wien]

Alessandro Di Profio, Il Giornale della Musica – Aprile 2015

“Er und die Musiciens du Louvre mit ihrem exzellenten Studienleiter und virtuosen Hammerklavierspieler Luca Oberti machen das historisch fixierte Musikkomödientheater wieder zu einer erotischen Anstalt, die im günstigen Fall ja ein Ort der Erkenntnis ist.”

[About Mozart’s Nozze di Figaro at Theater an der Wien]

Frieder Reininghaus, Neue Musikzeitung – 12/04/2015

“Die Tyrannei der Intimität hat ihre süßen Momente: Wie feuchte Lippen, nah am Ohr, flüstert das Cembalo von Luca Oberti im zarten Lautenzugregister, wenn Don Giovanni auf Zerlina einredet. Und das Continuo-Cello von Corinna Larkin bebt und wärmt wie eine Hand, deren pulsierendes Blut man beim Streicheln spürt. …”

[About Mozart’s Don Giovanni at La Monnaie, Brussels]

Frankfurter Allgemeine – 08/12/2014

“…de continuopartij bevatte verassende wendingen. …”

[About Mozart’s Don Giovanni at La Monnaie, Brussels]

Mischa Spel, NRC Handelsblad – 04/12/2014

“… Le spectacle marque toutefois des points lors des récitatifs, constamment revitalisés grâce à Luca Oberti au clavecin. Peaufinés de la sorte, ils sont aussi plaisants à entendre qu’un air ou un ensemble. … ” [La Clemenza di Tito by W.A. Mozart at La Monnaie]

Sébastien Foucart, ConcertoNet.com – 23/10/2013

“… De lange recitatieven worden met veel empathie begeleid door klavecinist Luca Oberti. …”

[La Clemenza di Tito by W.A. Mozart at La Monnaie]

Stephan Moens, De Morgen – 14/10/2013

“… Besondere Erwähnung verdient das Cembalospiel von Luca Oberti bei den zahlreichen Rezitativen und ebenso beeindruckend war wieder die Leistung des gesamten Orchesters unter der Leitung von Ludovic Morlot, der mir schon bei “Così fan tutte” zum Ende der vorigen Saison sehr gut gefallen hatte. … ”

[La Clemenza di Tito by W.A. Mozart at La Monnaie]

Hans Reul, BRF.online – 12/10/2013

“… L’implication des chanteurs fascine dans cet opera seria de la dernière année de Mozart, une ouvre assez formelle, aux longs récitatifs, restitués inégralement (excellent travail du continuiste Luca Oberti), aux arias da capo qui s’enroulent sur eux-mêmes, … ”

[La Clemenza di Tito by W.A. Mozart at La Monnaie]

Michèle Friche, Le Soir – 12/10/2013

“… Contrairement au cher Michael Haneke, Ivo van Hove n’a pas besoin de détricoter le récitatifs de Mozart pour en faire du théâtre, au contraire, il s’appuie sur le rythme même de la musique pour faire avancer l’action, avec une telle urgence, un tel naturel – aidé par Luca Oberti au clavecin -, qu’on en viendrait à regretter l’interruption des “airs” (dans d’autres circonstances tant attendus pour échapper au pretendu ennui desdits récitatifs). … ”

[La Clemenza di Tito by W.A. Mozart at La Monnaie]

Martine D. Mergeay, La Libre Belgique – 12/10/2013

“Eine Interpretation mit Tiefgang, die nicht zuletzt dank der Brillanz von Luca Oberti am Cembalo begeisterte.”

[La Clemenza di Tito by W.A. Mozart at La Monnaie]

M. Fiedler, Das Opernglas – 10/10/2013

LA CHIAREZZA DEL CLAVICEMBALO – LUCA OBERTI HA ESEGUITO BACH

Il segmento “Ribalta giovani. Bach e oltre…” dei Lunedì della Musica, organizzati da Società della Musica, continua a sorprendere favorevolmente, facendo conoscere giovani concertisti italiani di sicuro talento e di notevole preparazione tecnica e culturale.

È il caso del clavicembalista Luca Oberti, che nell’ex chiesa della Madonna della Vittoria ha eseguito, il 18 febbraio scorso, cinque pezzi di Johann Sebastian Bach per la tastiera, dai giovanili Toccata in do BWV 911 e Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo BWV 992 alla Partita in do BWV 826, seconda delle sei Partite riunite e pubblicate da Bach nel 1731 sotto il titolo di Clavierübung (Esercizio per la tastiera) op.1, e giudicato oggi come il prodotto di una maturità artistica capace di sintetizzare il passato e proiettarsi, innovando, verso il futuro. Della maturità di Bach anche la Fantasia e fuga in fa BWV 904 con cui Luca Oberti ha aperto il suo recital, e il bellissimo Concerto nel gusto italino BWV 971, ricco di inventiva, di vivacità e di ornamentazioni.

A tanta dovizia barocca, il clavicembalista univa un’opera contemporanea, come richiesto dagli organizzatori: Remembering Maeterlinck del belga Claude Coppens, composto l’anno scorso in memoria del Premio Nobel per la Letteratura Maurice Maeterlinck. L’utilizzo del clavicembalo, che è strumento “antico”, legato all’epoca barocca, da parte di un compositore contemporaneo, rappresenta di per sé una ricercata rarità, che comunque dà largo spazio alla frammentazione ritmica e armonica tipica della musica moderna.

Del clavicembalista Luca Oberti si sono ammirate la chiarezza della lettura, l’eccellenza tecnica, nonché il vero e proprio virtuosismo strumentale, ulteriormente incrementato dai due bis scarlattiani. Sue anche le note all’ascolto, che corredavano il programma di sala.

Roberto Chittolina, Cronaca di Mantova – 26/02/2013

LUNEDÌ DELLA MUSICA: IL CLAVICEMBALO DI LUCA OBERTI, ATTUALITÀ DEI TASTI ANTICHI

C’è un solo modo per sfatare il trito luogo comune che vorrebbe relegare il clavicembalo tra gli strumenti superati e ormai in via di estinzione: suonarlo bene e farsi ascoltare. È quello che ha fatto Luca Oberti davanti all’attento pubblico dei Lunedì della Musica offrendo un’immagine viva e attualissima del fascino che esercita l’inimitabile effervescenza timbrica del clavicembalo. È, sì, uno strumento fortemente legato all’arte di J.S. Bach (1685-1750), ma non rappresenta esclusivamente il gusto di un’epoca antica o superata. Il progetto “Bach e Oltre…”, destinato da Società della Musica alla promozione di giovani talenti, proprio lunedì scorso, alla Madonna della Vittoria, ha offerto l’occasione di accostare alle pagine del genio di Eisenach un’esperienza recentessima, Remembering Maeterlinck del 2012, del compositore belga Claude Coppens (1936). L’impatto con questa raffinata ricerca di risonanze e colori cangianti delle tastiere ha posto in rilievo la limpida capacità di Luca Oberti di esprimere con efficacia l’emergere di frammenti storici dal contesto enigmatico del gergo moderno. Sono gli strumenti a dare voce e corpo alla musica e il clavicembalo si propone sempre come mezzo ideale per rendere trasparente la struttura stessa dell’opera quando, come nel caso di Luca Oberti, l’evidenza di una solida preparazione e di doti tecniche eccellenti facilitano l’accesso alla percezione della complessità musicale. Dalla Fantasia e fuga in la min. BWV 904, alla Toccata in do min. BWV 911, dai riflessi italici del Concerto nach Italiänisches Gusto BWV 971 al sentimentale Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo BWV 992, per approdare alla mirabile Partita in do min. BEV 826, tutta la profondità dell’arte bachiana è sgorgata con viva freschezza, frutto di autorevole personalità ed efficace omogeneità, in un quadro caratterizzato da precise scelte dinamiche. La pregevole chiarezza nel declinare l’intreccio delle linee si è affermata come elemento determinante di comunicazione e pregio stilistico ampiamente riconosciuto con sentita partecipazione da parte del pubblico. Due Sonate di D. Scarlatti (1685-1757), apprezzato fuoriprogramma, hanno completato il successo di Luca Oberti, protagonista di rilievo nell’ambito della rassegna “Ribalta Giovani”.

Guido Mario Pavesi, La Voce di Mantova – 23/02/2013

LUCA OBERTI CONQUISTA IL PUBBLICO DELLA VITTORIA

Del genio di Bach non si discute: se ne accorsero prima di noi Mozart, Beethoven, Schumann, Brahms; ed anche Stravinskij che lo giudicava “incomparabile” nelle sue scritture strumentali, ne riconosceva con limpidezza le altezze vertiginose del linguaggio, nel quale tecnica e sostanza, ammettendo che possano essere distinti, appaiono elementi inestricabili, pura creazione.

Più raro invece individuare gli interpreti che ne sappiano restituire l’eccezionalità complessa, con tutta la chiarezza, la comprensione ed il rispetto che occorrono; ma fra questi possiamo includere il più recente ospite dei Lunedì della Musica il clavicembalista bergamasco Luca Oberti, che alla Madonna della Vittoria, in un programma quasi tutto dedicato all’opera del compositore di Eisenach, ha lasciato l’impressione distinta di una personalità solida e sapiente, alla quale tra l’altro alcuna asperità tecnica (che in Bach non mancano di certo) giunge a precludere la nettezza dell’azione, fatta di armonia formale, robustezza ritmica e trasparenza delle linee. La serata appunto presentava una selezione di importanti opere per cembalo, con il fine di offrire un ritratto sufficientemente eloquente di Bach attraverso pagine della gioventù e della maturità: la Fantasia e Fuga BWV 904, la Toccata in do minore BWV 911 e poi il famoso “Concerto Italiano”, il singolare mosaico a programma del “Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo” ed infine la vasta “Partita” in do minore nella quale tutte le abilità bachiane paiono convergere, somma di esperienze diverse, echi di culture che si sovrappongono, com’era nello spirito bachiano, capace di assorbire e filtrare gli echi del suo tempo, e non soltanto del luogo in cui viveva e lavorava.

Né è scaturita una serata ricca ed intensa, con il solo corpo estraneo di un titolo contemporaneo, il vibrante “Remembering Maeterlinck” del compositore belga Claude Coppens, volutamente inserito a contrasto.Lunghi applausi, ai quali il talentuoso Oberti ha risposto con due bis. (a.z.)

La Gazzetta di Mantova – 22/02/2013